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Live in Hogwarts

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Old Memories.
view post Posted on 30/5/2009, 17:11Quote
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~I was killing before killing was cool...

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/9/2009, 15:51


La notte era già calata da un pezzo e Amabel camminava in quella poca luce che gli alti lampioni proiettavano sul viale; tutto intorno un buio nero e profondo.
Ampia falcata, passo veloce, busto dritto e testa alta, occhi puntati davanti a se, Amabel procedeva così, mentre puntava inevitabilmente verso il primo pub che le si parava davanti: e questo era La Testa di Porco.
Vi entrò di fretta senza soffermarsi troppo con i pensieri sul nome di quel locale, ed entrò spingendo la cigolante porta. L'interno era malamente illuminato e non era proprio l'immagine della pulizia o comunque di un posto affidabile. Rimase per qualche attimo in piedi, ritta sulla soglia, esaminando l'ambiente circostante e le facce di tutti quelli che erano là dentro, vedendo che non conosceva nessuno dei pochi presenti, perlopiù ubriaconi, si avviò verso un tavolino isolato, ignorando gli apprezzamenti della popolazione maschile infervorata dagli efferti del'alcool, poggiò la borsa che portava a tracolla per terra, e ne estrasse un libro, che posò sul tavolo e cominciò a sfogliare con velocità spaventosa.
Non aveva di andare al bancone a ordinare, ne tantomeno mettersi a parlare e ordinare da una camiriera, così sfilò la bacchetta da una tasca degli stretti e neri pantaloni e, senza distogliere gli occhi dal libro, mosse velocemente la mano, immediatamentedavanti a lei comparve un bicchiere di Acquaviola, che sorseggiò con calma durante tutta la sua lettura.
Ogni tanto entrava qualcuno nella locanda e Amabel alzava sempre gli occhi e scrutava chiunque entrasse con il suo sguardo glaciale, che però ritronava sempre sul suo libro, una volta scoperto che non si trattava di qualcuno di interessante.
Era tutto il giorno che aveva uno strano presentimento, una sensazione estranea a lei e al suo modo di essere.
Stava per succedere qualcosa e Amabel lo sapeva, ma non si sarebbe mai aspettata un incontro del genere.
La porta cigolò di nuovo e la Mangiamorte alzò lo sguardo stancamente, ancora per una volta, già pronta a riabbassarlo immediatamente sulla sua lettura, ma non fu così, rimase con lo sguardo fisso su quella persona che riconobbe subito. Il suo volto di cera tradì per un attimo un'espressione scoinvolta.
Perfavore, non lei.
Quella sera fece il suo ingresso trionfale nella locanda La Testa di Porco, proprio mentre Amabel era lì, colei che odiava da una vita, colei contro la quale si erano quasi uccise a vicenda, l'ipocrisia fatta a persona, rullo di tamburi per...Eilys Cullen.
La mano di Amabel fremeva sulla sua bacchetta, ripensando ai suoi ricordi della vita passata ad Hogwarts e quelli legati a quella persona che era appena entrata con una faccina innocente nel pub.
La faccia contratta in una smorfia di rabbia trattenuta si trasformò. i muscoli della fronte, prima contrisi, si rilassarono, e le sue labbra che prima venivano mordicchiate nervosamente si distesero in un sorriso. o meglio, in un ghigno.
Divertiamoci.

Eilys.

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view post Posted on 31/5/2009, 18:15Quote
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'Only silly people do not have fear. ~Bravery is in fighting it.'

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/12/2009, 21:04


I tacchi bassi di Eilys producevano un'eco sorda e asciutta ad ogni passo, mentre camminava per quella via poco illuminata di Hogsmeade. Era tardi, forse troppo tardi, ma lei doveva fare una cosa.
Nick era a casa, a dormire. Lui aveva avuto il turno di giorno, al Quartier Generale degli Auror, e a lei era toccato quello di notte. Era così tutti i giovedì. Gli altri giorni lavoravano insieme.
Però quella notte era insolitamente calma. Certo, non che ricevessero soffiate su riunioni o attentati di Mangiamorte a qualsiasi ora, ma quella notte era di una calma piatta quasi irritante.
Non un falso allarme, una congettura, nemmeno una bestia selvatica di pericolosità XXXXX sguinzagliata da qualche addestratore incosciente.
Niente.
E tutta quella calma, metteva addosso ad Eilys una certa inquietudine. Certo, sembra tutto a rovescio, vero? Di solito la calma rassicura. E invece no. L'istinto di Eilys le diceva che c'era qualcosa che non andava in quella tranquillità innaturale.
Che era solo la calma prima della tempesta. Che qualcuno stava organizzando qualcosa, e che per questo ancora non era successo niente.
Si era data della stupida almeno quattro volte, quella sera, a quel pensiero. Ma quel prurito fastidioso alla base della nuca non aveva accennato ad andarsene, e alla fine Eilys era schizzata in piedi, sbalzando indietro la poltrona del suo ufficio che aveva barcollato pericolosamente.
Aveva lanciato un ultimo sguardo incurante e rassegnato alla pila di pratiche sulla sua scrivania e aveva preso il cappotto dall'attaccapanni.
"Dove vai?" le aveva chiesto Vincent, uno dei pochi Auror che faceva il turno di notte con lei, quando era passata nell'ingresso.
"Esco." aveva risposto Eilys, senza fermarsi "Credo di aver ricevuto una soffiata. Vi chiamo se è qualcosa di serio. Se avete bisogno di me Luminatemi." aveva aggiunto, sempre senza guardare Vincent negli occhi. Solo così le riusciva appena di mentire.
La verità, era che non voleva ammettere che se ne stava solo andando in cerca di guai. Come faceva da ragazzina, e come non avrebbe mai smesso di fare. Solo che non voleva ammetterlo neanche a se stessa.
"Ah, okay. Controlla di avere il Lumino acceso." aveva detto Vincent, tornando alle sue pratiche.
"Mh-mh." aveva assentito distrattamente Eilys, estraendo dalla tasca il suo Lumino.
Il Lumino era una specie di cercapersone per gli Auror, che si illuminava di una luce fortissima se c'era bisogno di loro al Quartier Generale o in qualunque altro posto, inviando un'immagine del luogo in cui dovevano correre. Faceva una luce così forte che anche se stavi dormendo era sicuro che ti svegliasse.
Una volta che si fu assicurata di avere il Lumino acceso e in funzione, anche se non ne aveva bisogno, visto che non lo spegneva mai, Eilys uscì dal Quartier Generale nella notte fresca di metà primavera.
Aveva subito capito dove andare, e si era Smaterializzata.
E adesso era ad Hogsmeade, diretta al più malfamato pub della Scozia, sicura che se c'era in atto qualche combutta, lì ne avrebbe notato i segnali.
L'orribile insegna de La Testa di Porco le si presentò ben presto davanti in tutto il suo splendore, illuminata a malapena da un lampione appeso sopra la porta.
Facendo un respiro profondo, Eilys strinse la coda che le teneva su i capelli, cacciò le mani nelle tasche del cappotto (la destra a contatto con la bacchetta), e spinse la porta del pub.
Il locale le apparve subito buio e fumoso, e per un istante Eilys fu presa dalla smania di tornare indietro.
Non sapeva nemmeno più perché ci fosse andata. Possibile che non potesse accettare una singola notte di tranquillità?
La ragazza si guardò intorno, e sospirò. Già che c'era, a quel punto avrebbe preso qualcosa da mangiare per i ragazzi. Fece per voltarsi verso il bancone, quando qualcosa attirò la sua attenzione.
Eilys spalancò gli occhi, e una valanga di vecchi ricordi si riversò nella sua mente.
Una ragazzina bionda di undici anni la guardava con disprezzo, una cravatta verde argento legata con cura sotto il colletto, trafiggendola con i suoi occhi verde brillante. La stessa ragazzina, appena più grande che ghignava di lei e di Nick, e che rideva quando lei estraeva la bacchetta. Poi quella ragazzina difronte alla Sala Grande, poco tempo più tardi, che si mordeva le labbra e aveva negli occhi verdi una sofferenza che le aveva fatto quasi male, e per cui si era odiata. Poi la vedeva più grande, riconosceva il suo viso, i suoi occhi, ma i capelli biondi erano scomparsi: adesso il suo viso era incorniciato da un sipario nero corvino, cancellando anche l'ultima traccia di innocenza dalla sua figura. E infine quella ragazza più grande, ormai quasi una donna, che la guardava piena di furia, prima di lanciarle un incantesimo molto più serio di quanto lei si sarebbe aspettata.
E infine l'immagine che adesso aveva davanti agli occhi. Una donna dai lunghi capelli neri poggiati delicatamente su una spalla, un bellissimo viso e degli occhi terribili, un libro in grembo e un ghigno sulle labbra rosee.
Amabel Studebaker la fissava spietata con i suoi occhi affilati, uno sguardo che Eilys non aveva mai dimenticato. Quando lo incontrò, per Eilys fu come tornare la stessa bambina impulsiva che non riusciva mai a mantenere la calma davanti a tutto quello sprezzo.
In un attimo, lo sguardo della ragazza saettò dal viso di Amabel al suo braccio sinistro, appoggiato mollemente sul tavolo, che celava un segreto che Eilys non poteva ancora scoprire.
La voglia di andarsene la assalì, più forte di prima, ed Eilys fece per voltarsi e tornare indietro. Ma poi un pensiero le attraverso la mente come un lampo.
No. Non poteva scappare. Lei non era più quella Eilys Cullen. Non era più una ragazzina che avrebbe fatto di tutto pur di dimostrare al mondo quanto la sua nemica mortale fosse malvagia. Non era più quella bambina manipolabile e debole.
Adesso era una donna che aveva ripromesso a se stessa di smascherare il segreto nascosto in quel braccio apparentemente candido.
E doveva dimostrarlo ad Amabel. Ma doveva dimostrarlo soprattutto a se stessa.
I suoi tacchi fecero di nuovo rumore mentre si dirigeva a passo deciso verso la persona che più odiava al mondo. Le orecchie di Eilys erano sorde agli apprezzamenti degli astanti, e i suoi occhi cieci a tutto il resto tranne agli occhi di Amabel Studebaker.
Quando le si sedette difronte, fu con una calma glaciale che non aveva mai sperimentato con la Serpeverde.
Sorrise.
Buonasera, Amabel. E' davvero un sacco di tempo che non ci vediamo.
Disse, come non fossero state altro che due amiche di scuola che si rincontrano dopo tanti anni, ognuna con un passato diverso alle spalle.
No. Amabel ed Eilys erano molto di più.


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You're all that matters,
You know if this earth should crack
I'll be your solid ground.
I will be there to catch you when you fall down.
If I have to crawl,
Get down on my knees,
Whatever it takes, I'll do anything.
I'd take the stars right out of the sky for you,
I'd end the world give you the sun, the moon
For all of time, forever loving you.



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● ● ●


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And now it's your chance to move on, change the way you've lived for so long. Find the strength you've had inside all along, cause Life starts now, you've done all the things that could kill you somehow, and you're so far down, but you will survive this somehow because Life starts now. All this pain... take this life and make it yours. All this hate... take your heart and let it love again.



● ● ●


Do you know what’s worth fighting for?


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view post Posted on 10/8/2009, 19:09Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/9/2009, 15:51


Amabel squadrava la sua "vecchia compagna di scuola" che si avvicinava con passo deciso: si era fatta una donna, ma il viso era sempre quello della giovane, coraggiosa ed impulsiva Grifondoro che aveva odiato per tutti quegli anni.

Tic, tac, tic, tac, tic, tac.

Il tacchi dell'Auror sul legno dell pavimento della locanda somigliavano spaventosamente al ticchettio di una bomba pronta ad esplodere.
Eilys ormai era vicina al tavolo e si era messa a sedere davanti a lei, Amabel continuava a fissarla con il suo sorriso divertito dipinto sul viso, con calma e con un sorriso imposto dalla sua buona educazione, scandendo ogni parola Eilys esordì con:
Buonasera, Amabel. E' davvero un sacco di tempo che non ci vediamo.
Ed ecco il "BOOM", i giochi avevano inizio, per Amabel.
Il sorriso perverso di Amabel si allargò, chiuse il libro che teneva in grembo, del quale non leggeva una pagina da un buon quarto d'ora e del quale non intendeva più leggere molto , almeno quella sera.
Aveva trovato un altro divertimento, molto più allettante, e in quel momento lo stava fissando negli occhi con i suoi color smeraldo.
Salve Eilys.
Disse semplicemente posizionando lentamente la mano destra sotto il mento e scrutando la sua curiosa compagna.
E' davvero passato tanto tempo dall'ultima volta che ci siamo viste.
Sospirò, facento palesemente finta che provasse nostalgia per quei ricordi.
Sai, ad esser sincera, un po' mi sei mancata.
Era tutto fuorchè sincera.
Mi divertivo pazzamente in tua compagnia.
Eri cosi buffa, convinta fino al midollo dei tuoi falsi ideali e così facilmente stuzzicabile! Saltavi su brandendo la tua bacchetta per un nonnulla...Eri così patetica!
Come mi divertivo!
Quelli sì che erano bei tempi, non è vero Eilys?
Parlava, ridendo e ricordando il passato come si fà veramente con una persona che non si vede da tanto tempo e che si a piacere di vedere: l'impostazione della voce, il modo di gesticolare, persino le risate sembravano calde e sincere, l'unico problema è che la stava letteralmente ricoprendo di insulti.
Incrociò le gambe, si riavviò i cabelli scuri dietro le orecchie sospirando, dopodichè, appoggiandosi sul tavolino e passandosi la mano dietro il collo, si protese verso E'lys e chiese con fare innocente inclinando la testa:
Non sarebbe bello divertirsi come una volta?
Le labbra si piegarono nuovamente in un ghigno divertito, poi tornò ad appoggiaresi allo schienale della sedia, estrasse nuovamente la bacchetta e riempiì il suo bicchiere ormai vuoto.

Perdonami. ç_ç

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view post Posted on 10/8/2009, 20:48Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 18/12/2009, 21:04


Eilys non vacillò un istante davanti al sorriso/ghigno di Amabel, e una volta di più, si stupì come potesse sembrare bella anche con quell'espressione cattiva sul viso.
Se l'era chiesto già da piccola, più di una volta. Allora era abituata a credere alla storia del 'brutto e cattivo', non avrebbe mai immaginato che una ragazzina tanto crudele potesse essere anche tanto bella. Ed evidentemente si sbagliava.
Quella che aveva davanti era una Mangiamorte. Una Mangiamorte spietata, che chissà quanti innocenti aveva ucciso fino ad allora, e se ne andava in giro tranquillamente come una qualunque streghetta. Eilys ne era sicura. E la cosa più frustrante, non poteva fare niente perché le cose cambiassero.
Chissà con quali e quanti incantesimi la Studebaker aveva camuffato il tatuaggio sul suo avambraccio sinistro. Eilys aveva una gran voglia di prenderlo e provare tutti i controincantesimi che conosceva, ma sarebbe stato stupido. Sicuramente non erano facilmente contrastabili. L'unico modo per cui Eilys poteva sperare di coglierla nel sacco, era strapparle la maschera durante un combattimento.
Cosa che non era ancora riuscita a fare. Anche se un paio di volte le pareva di averla vista, in battaglia. La sua figura slanciata ed esile che lanciava Maledizioni Senza Perdono, qualche capello corvino che sfuggiva dal cappuccio. Ognuna di quelle volte si era concentrata a duellare con lei, ma si era sempre volatilizzata prima che riuscisse a Incarcerarla o a Schiantarla.
Di sicuro le cose non sarebbero andate meglio quella sera. Eilys non aveva intenzione di provare a strapparle il suo segreto: se non ci era riuscita in sette anni, di certo non ci sarebbe riuscita adesso. Ma almeno avrebbe potuto intimidirla, lasciandole intendere che non aveva paura di lei. E che prima o poi l'avrebbe smascherata.
"Salve Eilys." disse Amabel
"E' davvero passato tanto tempo dall'ultima volta che ci siamo viste. Sai, ad esser sincera, un po' mi sei mancata."
Eilys, che normalmente sarebbe scoppiata a ridere al suono di quelle parole uscite dalla bocca di Amabel Studebaker, rimase impassibile, ampliando appena il suo sorriso e inarcando un sopracciglio.
Certo che le era mancata. Come Punching Ball, come nemica, quanto ad Eilys era mancata lei dietro le sbarre di Azkaban.
"Mi divertivo pazzamente in tua compagnia.
Eri cosi buffa, convinta fino al midollo dei tuoi falsi ideali e così facilmente stuzzicabile! Saltavi su brandendo la tua bacchetta per un nonnulla...Eri così patetica!
Come mi divertivo!
Quelli sì che erano bei tempi, non è vero Eilys?"

Quanto Eilys era incapace di mentire, tanto Amabel ci era portata. Eilys non aveva mai visto nessuno mentire con tanta disinvoltura come Amabel Studebaker.
Nonostante stesse sparando insulti, il suo viso era radioso, e le sue risate sembravano sincere.
Se non fosse stata la sua peggiore nemica, Eilys probabilmente l'avrebbe ammirata.
Amabel si riavviò i capelli con un gesto elegante, per poi incrociare le gambe con grazia.
"Non sarebbe bello divertirsi come una volta?"
Chiese con l'aria più innocente del mondo.
Eilys rise. Forse si aspettava che estraesse la bacchetta? In realtà quegli insulti non le avevano fatto né caldo né freddo. Sapeva della sua impulsività, e di certo si aspettava che Amabel tirasse fuori quell'argomento. L'attaccava sempre per quello.
Ma, nonostante Eilys fosse ancora decisamente impulsiva, quel nervo era diventato insensbile per lei.
Oh, come sei prevedibile Amabel.
Rise Eilys.
Ma continuiamo a divertirci alla grande, anche adesso... In effetti, non possiamo dire di non esserci viste spesso, no? Peccato che non abbia potuta guardarti in faccia...
Disse sorridente. Ma il sottinteso era ovvio.

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I will be there to catch you when you fall down.
If I have to crawl,
Get down on my knees,
Whatever it takes, I'll do anything.
I'd take the stars right out of the sky for you,
I'd end the world give you the sun, the moon
For all of time, forever loving you.



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Per il Container ringrazio lo Skin Factory e ~ Keyz.