Nicolas si guardò in giro. La pioggia fitta gli impediva di vedere. Com’era era arrivato a Hogsmeade? Non lo ricordava nemmeno. Sapeva che doveva riuscire a trovare un posto caldo dove ripararsi dalla pioggia, ma Hogsmeade non era fatto ciò che aveva sperato. Doveva smetterla di smaterializzarsi senza pensare esattamente a un posto preciso. Si guardò intorno, mentre dal cappuccio che gli copriva il capo scendevano piccole goccioline di pioggia. Iniziò a camminare spedito, e dopo poco decise di entrare nel primo locale aperto. Non era esattamente ciò che voleva o che avesse immaginato, soprattutto quando aprì la porta e l’odore dolciastro di burro birra gli si parò d’avanti. No, non era affatto ciò che cercava. Era ai tre manici di scopa, il piccolo pub per ragazzi, che lui frequentava sempre ai tempi Hogwarts. Fece un passo avanti, e si abbassò il cappuccio. Il piccolo pub pullulava di ragazzini, anche se non era affatto tempo di scuola. Da ogni parte si sentivano i loro urli e racconti spezzettati delle loro vacanze e esperienze estive, tutto era un chiacchiericcio continuo. Non era entusiasta di quel pub, ma non voleva certamente tornare sotto la pioggia e quindi decise di stringere i denti, prendere qualcosa da bere, e poi tornare a casa. Se ce l’aveva ancora una casa… dopo quell’acquazzone, che non sembrava affatto rattristare i fanciulli che nel pub continuavano a ridere e scherzare. Si avvicinò al bancone, e si sedè su uno sgabello lì vicino. Servivano alcolici in quel locale? Non lo ricordava bene, ma a pensarci… non aveva nessuna voglia di sbronzarsi… “Una burrobirra.” Rispose quando uno dei camerieri incrociò il suo sguardo. Da quanto non beveva una burrobirra? Da più di cinque anni…
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Mi piaceva la pioggia. Quando mi trovavo a casa,con un libro tra le mani,mi piaceva sedermi sul marmo della finestra e poggiare il capo al muro,sporgendo lo sguardo verso l'esterno e osservando le goccioline di pioggia scivolare sul davanzale. Ma in quel momento non ero a casa mia,non avevo neppure un libro tra le mani e,per giunta,neppure un ombrello. Sospirai rumorosamente e mi strinsi nella giacca,mentre la pioggia picchiettava sulla mia testa. Avanzai di poco,immergendo una scarpa in una pozzanghera e corrucciai il naso. << Porco Folletto!ò.ò >> Scrollai quanta più acqua possibile dai pantaloni e vidi una costruzione che mi ricordava le taverne nel paesino dei nonni. Vi entrai e sentii varie stravaganze d'aromi differenti pungermi il naso. Mi avviciai al banco e mi sedetti,dopo vari sforzi [ù.ù]su uno sgabello che mi sembrava enorme. Colui che sembrò essere un cameriere mi sorrise e ricambiai,seppur incerta,guardando il "menù". Strabuzzai gli occhi,cosa avrei mai preso? << Fate cioccolate calde qui?xD Mi sentivo del tutto spaesata..
Tesoro, ti avevo già scritto una cosa nell'altro account ma non lo usi mai, quindi ti scrivo anche qui u.u Devi avere la mia traccia dappertutto, siccome sono incancellabile u.u Non ti sbarazzerai MAI della mia presenza nella tua vita, ma so che ne sei felice, come lo sono io di averti come amica <3 Sei una delle persone più belle che conosco, sempre al mio fianco, nel bene o nel male, amen xDDD Ti voglio veramente bene tesoro, non dimenticarlo va bene? Anche quando non ci sono ricordarti di me <3 Tua Pisola Scema!
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Entrai nel Pub inzuppata d’acqua e con le caviglie sporche di fango. Odiavo il fango. Mi diressi al banco e notai la mia compagna di camera a scuola Mi avvicinai silenziosa. Adoravo spaventare le persone, era più forte di me, aspettai ce s rilassasse un pochino e le sussurrai all’ orecchio “buh!”Scoppiai a ridere quando la vidi sobbalzare e la salutai normalmente “ciao Selene!!” Mi accomodai accanto a lei e ordinai una burrobirra
Non importa in quanti pezzi sia spaccato il tuo cuore. Il mondo non si ferma aspettando che tu lo ripari.
La burrobirra non si fece aspettare. Arrivò calda e fumante a destinazione, proprio davanti a lui. Nicolas mormorò un sommesso ‘grazie’, mente si accingeva a prenderla per il manico e portarla alle labbra. L’ultima volta che si ricordava di aver bevuto un boccale fumante di burrobirra era con Cheryl… quella grifa che ancora non riusciva a dimenticare. Chissà se ora era felice, se era sposata, se aveva dei bambini… Prese un sorso di burro birra, ancora sopra pensiero, procuardogli una forte bruciatura sulla lingua. Maledizione! Doveva smetterla di rattristarsi con quei pensieri! Ogni volta che pensava dove fosse quella ragazzina, tornavano a galla tutte le avventure e tutte le discussioni che aveva avuto con lei. Non poteva nemmeno girarsi ad osservare i ragazzini che giocavano raccontandosi le loro avventure. Aveva troppo timore di ritrovare il suo sorriso o i suoi occhi in qualche ragazzina petulante, che di lei non aveva null’altro che l’aspetto o la forma del viso. Al diavolo. Non sarebbe mai dovuto venire lì. << Fate cioccolate calde qui?xD Si voltò immediatamente sulla sua destra. Una ragazzina si era appena seduta accanto a lui, e parlava al cameriere. Serrò la mascella, ritrovandosi a pensare di nuovo che quel posto non c’entrava più nulla con lui. Non passarono nemmeno pochi secondi che un'altra ragazzina, tutta pimpante, corse a raggiungere l’amica. Ok, la situazione stava prendendo una brutta piega. “ciao Selene!!” Bene, perciò la prima ragazzina si chiamava Selene. Che nome buffo… Lanciò un occhiata alla seconda bimbetta, che ora aveva richiesto anche lei la sua stessa bevanda. Aveva le lentiggini proprio come la sua Grifa… Riportò lo sguardo di fronte a lui, ripromettendosi di non guardarla più in volto. Prese un’altra sorsata di burro birra, lanciando uno sguardo sulla grande vetrata che portava alla strada. Pioveva ancora.
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Sobbalzai dallo spavento quando vidi Marcie sedersi al mio fianco. Adorava far prendere un accidente alle persone e,chissà perchè,con me sembrava prenderci ancora più gusto. Presi un grande respiro,ma non appena la guardai in viso scoppiai a ridere. Era più forte di me,ridevo per ogni cosa xD << Marcie,se morirò d'infarto,spero che tu te ne assuma la colpa ù.ù>> Risi ma quando il cameriere mi piazzò davanti una tazza,mi sporsi per guardare al suo interno e deglutii spaventata. Cosa era quella roba marrone che galleggiava nel liquido nero? << Non dirmi che è quello che penso.. O_O Stavo per vomitare..
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La guardai ironica “Selene, se ti verrà un infarto sarà solo per colpa del tuo cuore debole, non per colpa mia” guardai il liquido dentro il suo bicchiere “che cos’è??” chiesi curiosa risi vedendo la sua faccia e mormorai malefica “dai bevi… vediamo se hai il coraggio..” mi arrivò la burrobirra e ne presi un sorso. Osservai ancora Selene e decretai “non ne hai il coraggio”
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Bla bla bla bla. Non riusciva a sopportare tutte quelle parole. Quelle ragazzine davvero intendevano parlare per tutto quel tempo? E poi la risata abbastanza stridula della ragazzina che si chiamava Selene lo infastidiva non poco. Bevvè ancora un po’ della sua burrobirra, per poi riposarla sul bancone. Doveva resistere ancora poco… ancora qualche minuto… “che cos’è??” Prese un gran respiro e con calma, lasciò uscire il resto dell’aria dal naso… Ma perché le ragazzine d’oggi avevano una voce così squillante e non stavano mai zitte?! Perché?! .___. “non ne hai il coraggio” Ok, la sua pazienza aveva un limite. E quelle bambine l’avevano appena oltrepassato. “Potreste gentilmente, TAPPARVI QUELLA BOCCACCIA?” Ok, aveva perso leggermente la pazienza. Era sicuro che la prima parte di quella frase fosse uscita con la giusta quantità di ironia, ma nella seconda, aveva leggermente alzato un po’ il tono della voce. Nessuno di era accorto della tua scena, perché troppo presi a scherzare tra loro. Si era girato vero le ragazzine e ora le guardava dall’alto del suo sgabello, con un pugno ben chiuso accanto al boccale. Se qualcuno non glielo avrebbe tolto immediatamente davanti, avrebbe fatto una brutta fine in restante del liquido caldo.
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Vidi l'aria di sfida dipinta sul viso di Marcie,ma non avrei mai potuto immergere quella schifezza nel mio intestino e farla vagare nella pancia.. Mai! Poi quelle parole mi fecero vibrare. Sbarrai gli occhi e fissai il tizio che aveva appena scalfito parola per parola quella frase. Aveva un'aria strana e il modo in cui fosse incupito il suo sguardo,mi ispirava la fuga. << Come scusa? Magari non ce l'aveva con noi. Forse aveva un mini aulicolare incorporato all'orecchio e parlava con qualcuno al telefono.. Oppure,se ce l'aveva con noi? Cosa avevamo fatto di male a differenza degli altri tizi del locale? Solo perchè c'era stata qualche battuta e qualche risata,dovevamo chiudere la boccaccia?
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Lo guardai stupita.. quel tizio ci aveva detto state zitte?? MI aveva detto di stare zitta?? Iniziai a tremare di rabbia, e mentre Selene gli chiedeva spiegazioni presi fiato, lo guardai diritto negli occhi con aria di sfida e risposi a tono “e se invece di stare zitte noi, non ti fai una cura ai nervi tu??”Alzai il mento in attesa di una sua risposta. Sapevo di averla combinata grossa, quel tipo sembrava parecchio pericoloso ma non mi interessava. Era un prepotente e io non riuscivo a tenermi una prepotenza
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Ok, ok, forse aveva esagerato. Ma non era giusto lo stesso! Quelle maledette ragazzine potevano anche abbassare un po’ la voce! Non era possibile che facessero così tanto baccano! Capiva che era un locale dove quelle chiacchiere insulse e ad alto volume dovevano regnare sopra ogni altra cosa, ma così era esagerato! Almeno non lo facessero a due centimetri da lui! << Come scusa? Ok, anche delle ragazzine completamente stupide gli dovevano capire. Soffiò l’aria fuori dalle narici ormai dilatatissime e prese fiato, cercando di far pulsare di meno la vena sulla fronte. Si sentiva un papà che sgrida le sue figliole… Stava per dire qualcosa, come per fare capire alle due, in modo calmo e razionale che DOVEVANO abbassare la voce, senza strillare come matte, ma quella dannata ragazzina lentigginosa si mise in mezzo con prepotenza: “e se invece di stare zitte noi, non ti fai una cura ai nervi tu??” Nicolas strabuzzò gli occhi. Come come come?!?!??!?!?! Stava parlando con lui? Con quel tono completamente strafottente?! Il ragazzo si avvicinò alla bimbetta, con aria minacciosa e torreggiando su di lei oscurandole completamente la visuale. “Tu…” Quella semplice parola era intrisa di sarcasmo nero e rabbia che sfoggiarono tutte in una volta. Ignorando completamente l’altra bimbetta dietro di lei, puntò la ragazzina impertinente come un cane punta la sua preda. “…parlami ancora un’altra volta con quel tono e sarà l’ultima cosa che farai in vita!” Forse aveva perso di nuovo la concentrazione sulle ultime parole, che erano uscite dalle sue labbra in modo troppo duro. Ma al diavolo! Era solo una ragazzina impertinente cresciuta senza una buona educazione! Maleducata u.ù
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“…parlami ancora un’altra volta con quel tono e sarà l’ultima cosa che farai in vita!” Ok. Ora avevo paura. Deglutii con fatica e mi feci forza. Avevo fatto 30 tanto valeva fare 31. probabilmente quel tizio era pazzo, come quelli che ogni tanto si vedevano in tv.. e io con la mia solita fortuna lo avevo stuzzicato.. sarei morta comunque, in quel caso. I criminali non te li levavi da i piedi una volta che li stuzzicavi. Tanto valeva morire con orgoglio e dignità. Sbuffai “non credo proprio, senza offesa, ma credo davvero che tu abbia i nervi a pezzi.. lo dico per il tuo bene, non per altro.. anche se noi ti abbiamo innervosito con il nostro tono di voce, cosa possibile, potevi dirlo in un modo diverso. Insomma, non puoi mica andare a minacciare di morte tutti i tipi irritanti!!” gli lanciai un occhiataccia e ripresi “ Io manco ti conosco! Per quello che ne sai potrei essere una killer assetata di sangue.. a quel punto che faresti?” ok, mi rendevo conto che avevo iniziato a blaterare senza senso come mi succedeva solo quando ero nervosa, per cui sospirai e mi limitai a sorridere conciliante “per cui, troviamo un accordo, noi ora abbasseremo il tono di voce, e tu ti limiterai a non minacciare più di morte le ragazzine con le lentiggini…ok??”
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Sbarrai gli occhi e fu più istintivo di me indietreggiare. Quel tizio mi faceva paura solo a vederlo respirare. Quando Marcie pronunciò quelle parole,mi venne voglia di strapparle il cuore con la forza di una sola mano. Che diamine aveva in mente? Capivo il fatto che le piacesse stuzzicare le persone,ma doveva badare a quale persona sceglieva per il suo divertimento. E quella non era di sicuro la persona adatta.. Nel momento in cui si avvicinò in quel modo alla mia amica e la minacciò,mi sentii il cuore in gola [non un'altra cosa xDDD]e rimasi immobile,ad osservare la scena. Cominciai a pregare che la situazione si placasse lentamente,o meglio,avrei di certo preso Marcie per un polso e ce ne saremmo andate in un locale migliore di quello,ma quando quella ragazza aprì nuovamente bocca,il desiderio di tirarle quella robaccia marrone nella mia tazza fu talmente alta e sembrò talmente reale nei miei pensieri che sorrisi fiera xDD Ma non era la realtà.. Era ben altra e quando me ne resi conto,mi feci avanti e cercai di separare i due. << Marcie,calmiamo le acque,non stuzzicharle! Che ne dici se lasciamo questa persona qui,con la sua solitudine,e noi andiamo a strizzare i nostri neuroni in un altro locale?>> Ti prego,di dì si! Sperai con tutto il curoe,lanciando un'occhiata rammaricata al tipo che sembrava furioso..
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La ragazzina blaterava, blaterava e blaterava. Parlò così in fretta che Nicolas non capì nemmeno mezza parola, ma il tono con cui pronunciava quelle cose non gli piaceva a fatto. Lo stava per caso… rimproverando? “ Io manco ti conosco! Per quello che ne sai potrei essere una killer assetata di sangue.. a quel punto che faresti?” Nicolas strabuzzò gli occhi. Ma che diavolo diceva quella ragazzina? Scoppiò a ridere di una risata gelida. Non era possibile che alla sua venerata età doveva mettersi a blaterare sciocchezze con delle ragazzine che ancora puzzavano di latte! “per cui, troviamo un accordo, noi ora abbasseremo il tono di voce, e tu ti limiterai a non minacciare più di morte le ragazzine con le lentiggini…ok??” Certo, certo, ora avrebbe anche fatto come diceva la bimbetta lì. Possibile che credesse davvero che ora Nicolas avrebbe ripreso posto e le avrebbe lasciate in pace?! Ma che insegnavano in quelle scuole al giorno d’oggi?! Avrebbe dovuto andare lui a insegnare un po’ di vita ad Hogwarts! “Io ho un’altra idea.” Le disse ancora con il mezzo ghigno sulle labbra, sorridendo il modo sornione. La ragazzina di fianco a quella dalla bocca larga, parlò, interrompendo il filo logico dei suoi pensieri. Nicolas non potè non rifilarle un’occhiataccia. << Marcie,calmiamo le acque,non stuzzicharle! Che ne dici se lasciamo questa persona qui,con la sua solitudine,e noi andiamo a strizzare i nostri neuroni in un altro locale?>> Il mangiamorte si raddrizzò con la schiena che fin il quel momento era rimasta leggermente piegata sulla ragazzina lentigginosa, e ghignò annuendo. Una volta tanto una di quelle ragazzine aveva detto una cosa sensata. “Ottimo. Sparite dalla mia vista!” Intimò alle due, portando le braccia al petto e incrociandole, aspettando di veder fuggire le bimbette da un momento all’altro.